lunedì 9 giugno 2008

Carmelo Giannone: la voglia di veder brillare Scicli


Carmelo Giannone ha 25 anni e studia a Modica. Gli ho chiesto di rispondere ad alcune domande, per conoscerlo meglio come candidato al Consiglio Comunale con Idea di Centro.

Racconta qualcosa di te.

Studio Scienze Politiche, a Modica, Corso di Laurea in Scienze del Governo e dell’Amministrazione, da dove la passione politica è passata da sole argomentazioni alla voglia di fare fattivamente. Aiuto mio padre con il suo lavoro e mi piace stare con gli amici. Non mi dilungo troppo in quanto chi mi vuol chiedere qualcosa sa dove trovarmi, oltre al blog http://www.carmelogiannone.blogspot.com/

Già candidato alle provinciali, tenti adesso la carta delle comunali. Quali sono le speranze e le aspettative?

Le aspettative non possono che essere di crescita e quindi di ottenere un buon risultato. Seguo l'entusiasmo di chi mi ha premiato l'anno scorso col proprio voto. Quando li incontravo, apprezzavano la mia candidatura a soggetto diverso dal solito panorama. Penso che ci vuole un ricambio così come lo permette la legge, anche parziale; l'esperienza ha la sua importanza, ma va contemperata per far sì che non si trasformi in predominio e che questo faccia male. Subito dopo le provinciali, amici e conoscenti mi chiedevano di impegnarmi per le comunali promettendomi il loro aiuto, non potendo prevedere che avrebbero avuto un candidato dell'ultima ora in famiglia, ma non per questo mi rassegno e chiedo agli elettori un voto utile e non di comodo.

Studi a Modica e hai origini modicane. Puoi fare un confronto tra ciò che è successo in questi anni a Modica, con un’amministrazione di centrodestra, e a Scicli, governata invece dal centrosinistra?

A Modica ciò che è successo, riguardo agli indagati per aver frodato commercianti e costruttori, è da ricondurre alle persone e non al solo fatto che l’amministrazione è di centrodestra. Per quanto ne so, ci sono validissime persone nell’amministrazione comunale modicana, che svolgono i loro compiti con spirito di servizio e diligenza. Tralasciando quest’aspetto, Modica sembra con un passo avanti a Scicli e molti amici fanno confronti tra le due città così vicine e diverse e mi propongono di vedere le cose migliori e riportarle a Scicli. La peggior risposta che ho avuto viene da coloro che si trasferiscono da Scicli a Modica o da chi ritorna dal nord Italia, che preferisce stabilirsi a Modica anziché a Scicli.

Parliamo di Idea di Centro, com’è nata?

Idea di Centro nasce dalla voglia di un importante numero di persone che non si trova nelle logiche partitiche. Persone che vogliono parlare semplicemente dicendo la loro e le cui proposte non si affiancano ai partiti. Siamo un gruppo di amici con la voglia di veder brillare Scicli e non solo parlando, ma ponendosi fattivamente laddove sono sentite le loro idee.

Chi è il tuo più grande fan in quest’avventura?

Oltre ai familiari, sono gli amici ed i conoscenti che apprezzano la mia opera di mettermi in corsa a portare le loro idee; da qui, infatti, la frase “più valore alle vostre idee”. L’idea nasce dalla decisione di dire la nostra direttamente, dalla candidatura alla provincia dove mi hanno scelto come portavoce ad oggi, continuando sulla stessa onda di entusiasmo e voglia di fare buona amministrazione per la nostra città ed il nostro futuro nella città di Scicli.

Gianpaolo Aquilino: Tutti i sogni possono diventare realtà


Gianpaolo Aquilino ha 27 anni ed è un laureando in Scienze Politiche presso l’Università di Catania. Ci siamo fatti un po’ di fatti suoi…

Presentati da te ai lettori di questo blog

Mi sono iscritto nella Sinistra Giovanile nel 1998, ho aderito al PDS prima, ai DS dopo ed oggi, insieme a tanti altri amici, ho contribuito alla costituzione del Partito Democratico di Scicli. Oggi mi candido al Consiglio Comunale di Scicli sostenendo una delle figure femminili più prestigiose del nostro paese come Venerina Padua.
Ho scelto di candidarmi nella lista del Partito Democratico non solo per una questione di mera appartenenza politica-ideologica ma anche perché da sempre nutro una profonda passione politica e un grande impegno civile. Ho aderito al PD perché lo sento mio e non per un’opportunità storica o convenienza politica.
Credo, e di questo ne sono convinto, che per provare a cambiare una realtà è necessario un impegno forte e concreto, un impegno che il PD e Venerina Padua, nonostante la stagnazione politica che Scicli vive da diversi anni, stanno assumendo con molta onestà e responsabilità nei confronti della città tutta, ascoltando le richieste di coloro i quali oggi, legittimamente, hanno scelto di sostenere altri candidati a Sindaco.
Le ragioni del mio impegno politico sono diverse rispetto a quelle degli altri “concorrenti”. C’è chi si candida a ricoprire la carica di Consigliere Comunale per avvicinarsi a casa. Io, invece, mi candido con una missione ben precisa: avvicinare la gente alla politica e alle istituzioni.

Il tuo modello politico. Ti senti più vicino a Bersani o a D’Alema?

Non ho mai avuto una visione personalistica della politica. Non sono mai stato servo di nessun dirigente politico né a livello nazionale né a livello locale. Ho agito sempre secondo coscienza rispettando i miei interlocutori.
In passato ho aderito a correnti politiche non in quanto vicine a questo o all’altro leader ma in quanto espressioni di linee politiche-programmatiche chiare e a me vicine. Ho sempre creduto che in politica si agisce di squadra e non singolarmente. Mi sento di essere un persona Laica, Riformista e di Sinistra. Ho accettato il progetto del Partito Democratico di Veltroni perché sono convinto che oggi più che mai la nostra cultura, singolarmente presa, non basta più per governare una paese le cui dimensioni crescono di giorno in giorno. Forse prima l’essere Comunista o Democristiano aveva un senso ben preciso. Prima la società era divisa fra chi stava con i padroni e chi con gli operai, chi sceglieva la fede e chi, invece, la combatteva come causa dell’oscurantismo e della mediocrità.
Oggi si avverte una naturale esigenza di ricompattare l’intero sistema Italia attorno ad un modello di sviluppo vero e sostenibile, di rispondere alle esigenze etiche, morali, culturali, etniche che provengono dalla società, cancellando quanto più è possibile le fratture che hanno accompagnato l’Italia dal dopoguerra sino alla seconda Repubblica. Quindi è necessario affermare i diritti dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli, tutelare la laicità dello Stato, e quindi della politica, e allo stesso tempo creare gli strumenti necessari che consentono alle imprese di produrre e di stare sul mercato. Questo rappresenta la linea guida del Partito Democratico.

È la tua prima intervista? Questo indica che solo pochi hanno accesso ai mezzi di informazione, soprattutto qui a Scicli. Quanto è importante l’utilizzo del Web per questa campagna elettorale?

In passato, quando ancora a Scicli esisteva la televisione, ho avuto il piacere di essere intervistato da Leuccio Emmolo circa un’iniziativa che organizzammo con l’associazione Koinon sul ruolo delle donne nella nostra società. Ricordo non solo l’emozione ma anche tanto entusiasmo.
È difficile pensare di tornare indietro utilizzando i vecchi metodi di propaganda politica, oggi internet rappresenta uno strumento veloce, pratico e di facile accesso non solo per la divulgazione di notizie ma anche perché facilita un contatto “diretto” fra due soggetti lontani, vedi l’importanza della chat. In un’unica parola, rappresenta una finestra sul mondo, basta veramente un clic e hai tutto davanti.

Gomorra e il Divo sono gli ultimi due film italiani di successo. Nel Divo, si nota un malcostume, anche a livello nazionale, nella raccolta dei voti. Com’è la situazione a Scicli?

Non ho visto Il Divo, ma lo farò molto presto. Ho visto, invece, Gomorra e vi posso assicurare che mi vergogno di essere un Italiano. Pensare che tutto ciò che avviene in quei quartieri accade alla luce del sole ed in maniera indisturbata è orrendo. Pensare che esistono aree del Paese dove è in discussione il principio della sovranità dello Stato mi fa venire i brividi. La connivenza mafia-camora-politica rende difficile ogni prospettiva di sviluppo. Sta dentro questo ragionamento una delle cause principali del sottosviluppo del meridione.
Per quanto riguarda la ricerca del consenso a Scicli, come nel resto del Paese, la questione è assai complicata. Siamo pochi quelli che votiamo secondo una logica di appartenenza politica e sono in molti quelli che si avvicinano ai partiti o ai “signorotti” di turno per una necessità. A volte, anche facendosi calpestare la dignità di essere umano. Certamente questo è frutto di una perdita di valori in politica ma è anche il frutto di una condizione sociale molto fragile, dove il lavoro, soprattutto nel meridione, non è un diritto ma una concessione.

Come vedi i giovani oggi a Scicli? Quante possibilità hanno di sedere sugli scranni del Consiglio Comunale?

Come in ogni altra realtà, i giovani rappresentano la testa, il cuore e le braccia di una società. Una società che non investe sui giovani è una società destinata a morire. Sicuramente ci saranno delle sorprese circa la presenza di giovani in Consiglio Comunale anche se è troppo poco. Ho dato un’occhiata alle liste e ho potuto constatare che pochi sono i partiti che hanno veramente puntato sul ricambio generazionale. Noi invece questo meritato ricambio generazionale lo abbiamo avviato già dagli organismi dirigenti, basti pensare che il segretario del PD ha meno di quarant’anni, scelta che abbiamo mantenuta anche nella composizione della lista. Spero di ricredermi e di svegliarmi giorno 17 giugno con il 50% dei giovani, oggi candidati, al Consiglio Comunale.

Ti faccio due nomi: Obama o Clinton?

Obama. Per diverse ragioni: una fra tutte perché è riuscito ad istaurare un legame sentimentale fra il partito e la gente. Quello che un vero dirigente politico dovrebbe fare.

Finiamo con un sogno, uno solo.


Vedere una donna, sensibile ai problemi, forte e determinata come Venerina Padua Sindaco della nostra città. Vi assicuro che “tutti i sogni possono diventare realtà solo se si ha il coraggio di inseguirli”. Io lo sto inseguendo, provateci anche voi e sarà tutta un’altra storia…

sabato 7 giugno 2008

Guglielmo Carbone: un vecchio militante del Partito Socialista


Il dottor Guglielmo Carbone, medico, è candidato nelle fila del partito socialista. Nonostante gli impegni lavorativi, mi ha concesso qualche minuto del suo tempo.

In un’intervista di qualche tempo fa, rilasciata a Vanity Fair poco prima delle elezioni nazionali, il segretario socialista Boselli attaccava pesantemente Veltroni ed il PD. Adesso, a Scicli, voi socialisti appoggiate la candidata sindaco del partito democratico, Venerina Padua.

Prima delle elezioni nazionali, noi socialisti abbiamo fatto un tentativo per presentarci unitariamente al PD. Non è stato possibile raggiungere l’accordo perché, nei pensieri di Veltroni, c’era la semplificazione del panorama politico. Motivazione pretestuosa. L’alleanza con l’Italia dei Valori lo testimonia. Comunque, non è il caso di continuare le polemiche e, come diceva Pietro Nenni, la politica non va fatta con i risentimenti.
Le racconto ora la nostra decisione di appoggiare la candidata del PD. Quando ancora le candidature a sindaco non erano state ufficializzate, abbiamo cercato di avviare un dialogo con tutte le forze che si ispirano ai valori ed alla tradizione del centro sinistra, sia partiti sia liste civiche. La nostra aspirazione era una candidatura unitaria, scaturita da primarie allargate all’intero centro sinistra. Quando abbiamo constatato che ciò non sarebbe stato possibile, abbiamo optato per la candidatura più caratterizzata politicamente. Venerina Padua è la candidata unitaria di tutte le forze tradizionali della sinistra italiana.

Il partito socialista non ha nessun seggio in Parlamento. Quali sono le vostre aspettative per il consiglio comunale?

Attualmente il Partito Socialista non è rappresentato in Parlamento, così come altre forze della sinistra. Questo non comporta automaticamente la fine della nostra attività politica. Anzi, rafforza le nostre energie per continuare a testimoniare il nostro impegno. La presenza nelle istituzioni non può e non deve essere l’esclusivo fine dell’azione politica, che deve essere invece continua ed incisiva e non può esaurirsi in prossimità degli appuntamenti elettorali. Siamo consapevoli delle difficoltà che abbiamo per raggiungere la rappresentanza consiliare, ma siamo altrettanto consapevoli che, comunque vadano le elezioni, noi continueremo ad esserci e ad esercitare il nostro ruolo di sezione dell’Internazionale Socialista.

Per le elezioni nazionali, la campagna di comunicazione dei socialisti era, secondo me, la più bella. “Sono giovane e sono incazzato”, “Sono donna e sono incazzata”, dicevano i manifesti. Lei in che categoria sta e quanto è arrabbiato?

Mi fa piacere che lei abbia apprezzato gli slogan del Partito Socialista, che per tradizione deve recepire e cercare di risolvere il disagio delle componenti più deboli della società: disoccupati, precari, donne, extracomunitari. L’unica cosa che mi fa incazzare è che voi giovani non vi incazzate abbastanza. Non prendete coscienza della vostra debolezza, non cercate risposte collettive e vi affannate, invece, a cercare soluzioni individuali che portano diritti a essere le vittime delle forze clientelari di turno, qualunque sia il loro colore.

Il Sindaco uscente è un suo collega, altri due candidati sindaco sono medici come lei. Passare così tanto tempo con le persone, ascoltare i loro problemi, quanto è utile per fare il politico?

La sua sottile domanda vuole evidenziare un reale problema. I medici, cui i cittadini affidano la salute, il loro bene più caro, a volte possono forzare la reale volontà politica dei loro assistiti. Ma mi consenta di aggiungere che questo non è il caso di nessuno dei miei colleghi che ha citato…

La mia domanda non era affatto tendenziosa…

In ogni caso, i consensi dei colleghi che ha citato vanno di gran lunga oltre il numero dei loro pazienti e quindi il loro successo ha senz’altro una valenza politica. Per quanto mi riguarda, colgo l’occasione per ribadire ai miei potenziali elettori di onorarmi del loro consenso non in quanto medico, ma come un vecchio militante del Partito Socialista, che sente come dovere il continuare quella tradizione riformista che ha dato agli italiani una scuola e una sanità uguale per tutti.

venerdì 6 giugno 2008

Venerina Padua: il sindaco è di tutti


Venerina Padua è uno dei candidati sindaco del centro sinistra. Medico Pediatra, sposata, due figli, è già Consigliere Provinciale. Appoggiata da Pd, Comunisti per Scicli e Socialisti, ci ha aperto le porte di casa sua e concesso un po’ del suo tempo per conoscerla meglio.

Mancano 15 giorni, come ti senti?

Che bella domanda! Mi sento bene, contenta, entusiasta, felice, ma a volte anche sgomenta. Mi appassiono, più passano i giorni e più mi sento coinvolta, più incontro le persone e più mi rendo conto di quanto bisogno ci sia d’ascolto. La gente non ha solo bisogno di risposte, ma anche di essere guardata, riconosciuta, ascoltata e questa cosa l’ho proprio sentita come una carenza gravissima che resta da quest’amministrazione. Vivo con molta emozione tutto questo, ma anche con senso di responsabilità e qualche preoccupazione, vedendo i tanti bisogni delle persone. Nessuno di noi candidati sindaco ha la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi e questo certo mette un po’ di tensione, ma il sentimento prevalente è quello positivo, della voglia di spendersi per una città che certamente merita tanto.

Come ti sembra stia andando la campagna elettorale? Ti sembra pacata, corretta o c’è qualcosa che ti ha dato fastidio?

Di cose che mi hanno dato fastidio ce ne sono parecchie. Inizialmente, fino a dieci, quindici giorni fa, ritengo che le cose fossero andate più tranquillamente, adesso si comincia ad avvertire una certa tensione, anche per il fatto che non riusciamo a gestire una democrazia nella nostra comunità, non fosse altro che per il cattivo uso dei manifesti. Il territorio è infestato dalle solite facce, non si ha la possibilità neanche di appendere un manifesto nei propri spazi, in quegli spazi democraticamente assegnati dal comune. Questo non lascia ben sperare per il confronto. In più occasioni, ho detto di agire con moderazione, nel rispetto di ognuno, con il proprio progetto, perché ognuno ha il diritto di presentarsi alla città. Sarà la gente a giudicare, democraticamente, ma l’utilizzo del manifesto serve a dire “ci sono anch’io”. Ecco, spesso, questa possibilità a me è stata negata, sono in pochissimi posti, per questo molte persone, spontaneamente, stanno mettendo la mia foto sui balconi. In ogni caso io credo che l’incontro con le persone, con i loro occhi, sia il modo più efficace per dichiarare il proprio sentire, il proprio progetto.

Tu sei un medico. Un medico deve saper ascoltare i pazienti, per poterli poi guarire. Un po’ come un bravo sindaco, no? Deve ascoltare i cittadini e poi provare a guarire la città.

Definizione ed accostamento perfetto, è così. Io sono un medico che cura i bambini, che si esprimono molto spesso con un linguaggio non verbale. La cosa importante è sapere osservare ed ascoltare e non soltanto parlare, come spesso accade a chi fa politica. Un ascolto attento, che riconosca l’altro, spesso manca nella politica e questo fa cadere la fiducia e non permette l’instaurarsi di un rapporto. Il sindaco deve incarnare tutti i cittadini, deve ascoltare sia coloro che lo hanno votato che quelli che non l’hanno fatto, perché il sindaco è di tutti, deve rappresentare le istanze di ognuno e cercare di risolvere i problemi. Insieme si possono individuare i bisogni e le priorità e cercare di dare delle risposte. Non sarà possibile rispondere subito a tutte le domande, però si farà una scala di priorità condivisa e tutti si sentiranno parte del progetto.

Tu sei anche una mamma. I tuoi figli sono ormai adolescenti e forse sono proprio loro la fascia che più risente di questo coma in cui il paese sta entrando. Cosa bisogna fare per evitare che, anche loro, siano costretti ad andarsene?

Il discorso sui giovani è una delle priorità del progetto che dobbiamo portare avanti. I giovani sono già il presente di questa nostra comunità. Alcuni sono molto motivati, cresciuti dal punto di vista politico, nel senso più bello del termine, che è quello di occuparsi della poleis; altri non si appassionano, per responsabilità degli adulti, che fanno vedere l’occuparsi della cosa pubblica più come un tornaconto personale. Io credo che se i giovani avessero dei modelli di impegno pubblico alto, non chiederebbero altro che di poter sperare, credere che c’è gente che lavora per la comunità. I giovani chiedono anche dei posti dove poter crescere e incontrarsi, che sono assenti, a parte il centro d’incontro che esiste da diverso tempo ma che spesso non è agibile, perché non c’è chi custodisce, chi si occupa della gestione e questo è un grosso problema. Avendo lo spazio, si potrebbe dare benissimo in gestione ad un gruppo, ad una cooperativa, anche di giovani stessi, che potrebbero prendersi la responsabilità di gestire il tutto, dall’ascolto della musica alla lettura di un quotidiano, al dibattito politico, piuttosto che alla scultura…ognuno sceglierà la cosa che lo appassiona di più, ma dal confronto, dallo stare insieme, può emergere l’interesse per la propria città e la politica. Come non farli andar via? Offrendo loro delle possibilità di lavoro, ma anche di crescita. E’ bello che i nostri giovani crescano, vadano fuori, diventino cittadini del mondo, però è anche bello che possano tornare ed innovare e “contaminare” coloro che non si sono potuti allontanare. Dovremmo creare tutte le condizioni perché si possa restare. La nostra città ha tutto il potenziale: dall’ambiente straordinario, alla presenza di beni monumentali, alla cultura che deve essere riconosciuta dalla pubblica amministrazione. La cultura così come i percorsi di legalità sono l’infrastruttura per poter avere uno sviluppo economico e sociale.

A proposito di sviluppo economico, sono pochi gli imprenditori giovani a Scicli. Senza imprendere, nel senso schumpeteriano, non si crea valore e non si cresce.

Abbiamo le intelligenze e le capacità, i nostri giovani hanno studiato, hanno talento ed è veramente drammatico che i genitori e la comunità abbiano investito per formarli senza poi dargli la possibilità di realizzarsi qui. I giovani hanno bisogno di una spinta ideale e pratica. Walter Veltroni in campagna elettorale ha detto: “in un giorno, un’impresa”…forse sarà utopistico pensare di avviare un’attività imprenditoriale in un giorno, ma magari in tre, cinque giorni si può fare. Bisogna cercare di snellire la burocrazia, che blocca la voglia di novità e di crescita. L’ente comune può fare molto. Esiste già lo sportello unico, ma si può migliorare, per esempio accettando l’autocertificazione. Logicamente, chi dichiara il falso sarà poi punito. Inoltre, bisogna favorire l’aggregazione. Per esempio, nell’agricoltura, sarebbe bene che i piccoli produttori si unissero, perché i finanziamenti europei non arriveranno senza queste aggregazioni. L’ente comune non può fare da solo nel favorire l’aggregazione, nel creare la fiducia, non ne ha la responsabilità, né le possibilità, ma deve creare le sinergie con gli altri enti deputati a farlo. Oltre a semplificare il tutto, bisogna dare degli incentivi. Pensiamo a dei percorsi per i turisti, alle migliorie nella viabilità interna, per andare incontro ai commercianti, per esempio. Tutto dovrebbe passare per una cultura “altra”. Ci vuole tempo, ma si potrebbe pensare di “abbandonare” la macchina. Non è possibile che da Jungi, da Scicli stessa, ci si sposti con le auto: si inquina, si blocca il traffico…basterebbero delle navette ogni 20 minuti per raggiungere il centro. Senza arrivare al car sharing, si potrebbe anche incentivare l’uso della bicicletta: ci abitueremmo ad uno stile di vita più corretto e ad inquinare meno l’ambiente. Se tante di queste piccole azioni venissero messe in atto, anche l’impresa ne risentirebbe positivamente.

Un candidato consigliere di centrodestra, in una nostra recente intervista, ha accennato al problema della sicurezza, prevedendo addirittura la possibilità di videosorvegliare la zona di Piazza Carmine, perché considerata pericolosa. Tu che ne pensi?

Io onestamente inorridisco a pensare che Piazza Carmine sia pericolosa. Piazza Carmine è un luogo d’incontro accogliente per i nostri giovani, un posto in cui può accadere esattamente ciò che accade in qualsiasi altro posto della città. Ma è il salotto buono della città, un posto bello, un gioiello. Andare a criminalizzare un sito mi sembra esagerato. Che poi in questo posto girino delle sostanze, che sappiamo bene tutti che ci sono, come dimostrato anche dagli arresti degli ultimi periodi, implica degli altri ragionamenti. La videosorveglianza ha un senso, ma contemporaneamente deve crescere la consapevolezza, la coscienza di cittadino. Se ci troviamo in un ambiente e vediamo delle cose un po’ “strane”, abbiamo l’obbligo di stare attenti e anche di parlarne. Viviamo tutti in un clima omertoso: se una cosa non ci riguarda personalmente, perché farcene carico? Le forze dell’ordine devono fare il loro dovere, ma anche noi cittadini attenti e responsabili non possiamo fare finta di nulla, dobbiamo denunciare.
Come componente della Quinta Commissione, che è la commissione provinciale allo sviluppo economico, mi sto occupando comunque della videosorveglianza, ma per agevolare gli imprenditori ed i produttori, affinché questi siano più tranquilli. Mettere la videosorveglianza a Piazza Carmine significherebbe invece sorvegliare tutti i luoghi di aggregazione, come un Grande Fratello.

Temi un po’ la possibilità che si verifichi nuovamente il voto disgiunto e che quindi si crei una macchina amministrativa ingessata?

Questa legislatura ha già pagato il voto disgiunto, con un amministrazione di centro sinistra ed un consiglio di centro destra, che purtroppo non ha messo al primo posto l’amore per questa città, bensì l’ostruzionismo. Certo non sarebbe bello avere un consiglio di opposizione alla squadra del Sindaco. Non so come voteranno i cittadini, ma ci sono tantissime liste, con tantissime famiglie coinvolte. Per questo, credo che il voto disgiunto potrà essere una realtà. Tuttavia, ritengo che se si agisce con moderazione, mettendo al primo posto il bene comune, dialogando e confrontandosi con il consiglio, ognuno poi dovrà giustificare ai propri elettori ed ai propri cittadini il perché di determinate scelte.

Facciamo un volo pindarico fino all’altra parte dell’oceano, dove Obama ha battuto Hillary Clinton alle primarie. Alcune femministe hanno detto che questo è un giorno di lutto, ha vinto ancora la misoginia. Sei d’accordo?

No, non sono d’accordo. Non m’interessa il colore della pelle di una persona, ma non c’è dubbio che, fino a pochi decenni fa, chi aveva un colore diverso della pelle non poteva neanche sedersi sull’autobus. Quindi, comunque, che un uomo con un colore di pelle un po’ più scuro abbia la possibilità di correre per la Casa Bianca è una conquista. Obama, inoltre, ha saputo scaldare i cuori, proporre il sogno americano, quindi è comunque un riscatto, un momento di progresso, per tutte quelle persone più deboli che sono state maltrattate. Non ritengo che si sia praticato un femminicidio.
Io mi sono sempre battuta per le donne, per il riequilibrio della rappresentanza. In questa giunta provinciale non c’è nessuna donna, invece. Questa è misoginia, questo è non riconoscere le qualità, il valore di tante donne del centro destra, che piene di talento e competenza, potrebbero fare gli assessori.

Esprimi un desiderio, uno solo.

Uno? Ne avrei tanti! Mi piacerebbe poter fare il Sindaco, per rendere questa città più gioiosa, più luminosa, al servizio delle fasce più fragili. Penso alle persone che non possono neanche entrare al nostro palazzo di città e desidero una città senza barriere architettoniche fisiche o mentali, che sono ancora più difficili da superare. In questo desiderio includo anche una maggiore partecipazione delle persone: vorrei che la gente si appassionasse, che sentisse la cosa pubblica come propria. Desidero una città dove la gente possa essere libera di agire, di sognare, di sperare, di avere un progetto per sè, per i propri figli…Desidero insomma una città più sorridente.

giovedì 5 giugno 2008

Concetta Carbone: la politica dovrebbe dare certezza


L’età di una signora non si dice e comunque Concetta Carbone non dimostra gli anni che ha. Vive nel centro-storico di Scicli, è sposata, ha 2 figli che frequentano l’università. Insegna matematica e questo le permette di stare a contatto con i giovani, con i quali ha un ottimo rapporto. Fa politica per passione e per poter essere utile ad una città che ama tanto e dalla quale non riuscirebbe a star lontana. Di due cose non riuscirebbe a fare a meno: il mare di Donnalucata e “a festa ro Gioia”.


Siamo quasi al voto. Le liste sono state tante, i candidati tantissimi. Pluralismo, senza dubbio, ma a che costo?

Tante liste, tantissimi candidati, segno di pluralismo e democrazia ma con il rischio che il voto sarà dato solo in base al grado di parentela e di amicizia, con una conseguente dispersione di voti.
Per evitare ciò, l’elettore prima di votare dovrebbe riflettere attentamente in modo che il voto sia espressione di un giudizio sull’impegno politico (non solo fra i banchi del consiglio comunale) e sociale, sulla coerenza e sulla partecipazione attiva alla soluzione dei problemi di Scicli e in modo che, come a livello nazionale anche a livello locale, sia il cittadino stesso a decretare la riduzione del numero dei partiti e quindi una diminuzione della spesa.

Lei ha una lunga esperienza in politica. Alla luce di ciò che sta vedendo e sentendo in questi giorni, cosa pensa che accadrà il 17 Giugno? Ci si prospetta un ballottaggio?

Al di là dei sondaggi, devo dire che andando in giro, assieme al candidato sindaco, per il così detto “porta a porta” ho potuto constatare che la maggior parte degli sciclitani contattati ha voglia di cambiare e mostra di aver capito che i candidati sindaci del centro-sinistra non sono altro che 4 rami di uno stesso albero: l’attuale amministrazione a cui sono legati o per il partito che rappresentano o per gli assessori o consiglieri presentati come nuovi, ma che in realtà sono stati parte integrante della giunta Falla e di quella parte del consiglio comunale che l’ha sostenuto.
Vedono, invece, il cambiamento in Giovanni Venticinque che considerano uno di loro e non un intellettuale da salotto, una persona molto semplice che ha fatto l’assessore e potrebbe fare il sindaco a tempo pieno, che ha amministrato e potrebbe continuare a farlo stando fra la gente,
ascoltando la gente, si dicono perciò pronti a votarlo. Tragga lei le conclusioni, in queste condizioni si prospetta il ballottaggio? Io penso e spero di no.

Quali sono le priorità per il nuovo consiglio comunale, secondo Lei?

Dopo 10 anni di giunta di centro-sinistra, a Scicli anche la normale amministrazione è diventata emergenza per cui sarà una priorità anche pulire le strade e le spiagge, togliere le erbacce dalle facciate delle chiese e del comune, otturare le buche delle strade centrali e periferiche di Scicli e delle borgate, ormai simili a trazzere.
Per non parlare della sicurezza, della raccolta differenziata, della bonifica delle discariche, del problema cimitero e dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Qualcuno degli attuali amministratori si è mai chiesto come farebbe un diversamente abile ad entrare in qualsiasi ufficio comunale per richiedere anche un semplice documento? Da troppo tempo Scicli è una città ferma, è la bella addormentata, quindi tutto è una priorità.

Tutti stanno puntando sul tema sicurezza, dapprima a livello nazionale, adesso anche localmente. Anche Lei pensa che Scicli sia poco sicura?

Il problema sicurezza a Scicli esiste eccome! Non crede che i numerosi incendi di automobili, gli abusi compiuti su ragazze, lo spaccio di sostanze stupefacenti, l’omicidio avvenuto in pieno centro abitato siano abbastanza per parlare di problema sicurezza? Il programma del candidato sindaco del centro-destra Venticinque prevede, a questo proposito, l’installazione di un sistema di video sorveglianza, l’estensione dell’orario di lavoro della polizia municipale oltre le 21 e una maggiore e costante presenza dei vigili urbani in tutto il territorio in modo che i cittadini si sentano più tutelati e sicuri.

Infine, visto che Lei insegna matematica, una domanda carina per smorzare un pò i toni. La politica, come la matematica, è una scienza esatta?

In effetti la politica come la matematica si basa sui numeri, però la matematica non è un opinione mentre la politica è fatta di opinioni e mentre si può affermare che la matematica dà la certezza, possiamo solo dire che la politica dovrebbe dare certezza. E mi consenta una battuta: se la politica fosse una scienza esatta avrebbe consentito alla giunta Falla di governare per 10 anni?

martedì 3 giugno 2008

Luca Bonuomo: Il Ricambio Generazionale "Si Può Fare"


Luca Bonuomo, 30 anni, laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Catania, vive a Scicli e attualmente lavora a Ragusa per una società che si occupa di ambiente. E’ candidato al Consiglio Comunale di Scicli per il Partito Democratico. Abbiamo fatto due chiacchiere con lui.

Niente slogan elettorali, nessuna frase trita e ritrita, solo il tuo volto e il tuo nome sul manifesto elettorale…..come mai?

È stata una scelta non mettere lo slogan. E me ne convinco sempre di più visto il pericolo di cadere nel luogo comune. Credo che se ci si candida al Consiglio comunale di Scicli quello che conta è il contatto con la gente, ascoltare i propri concittadini, parlare con loro. Insomma contano più i fatti che le parole.
Comunque c’è una frase di Giorgio La Pira, nostro conterraneo, tra i padri costituenti della nostra Repubblica e Sindaco di Firenze, che potrebbe dare il senso di questo mio impegno ed è: “ogni città è un patrimonio prezioso che voi siete tenuti a tramandare intatto, anzi migliorato ed accresciuto, alle generazioni che verranno”. Mi dà l’idea di ricevere il testimone da qualcuno per portarlo a qualcun altro. Ecco perchè l'ho aggiunta, adesso, a lato del manifestino.


De Gregori dice che “un calciatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”, secondo te un politico da cosa si vede?


Beh, diciamo che queste qualità potrebbero andar bene anche per identificare un buon politico. Tuttavia negli ultimi tempi si avverte una certa diffidenza verso chi è impegnato in politica in prima persona, questo perché oggi la politica fa fatica a decidere ciò che i cittadini attendono e sperano. Per questo è più facile identificare il politico più per la sua improduttività o per i privilegi e per i benefit che comporta appartenere a quelle che è stata definita una “casta”.
Invece ciò che dovrebbe contraddistinguere un politico ritengo sia la sua disponibilità, l’amore per la propria città e per la propria gente, la capacità di far sempre prevalere l’interesse generale sopra ogni cosa…


Cosa significa per te fare politica?

Significa partecipare in prima persona alle decisioni sui problemi e sulle aspirazioni di una comunità. Ma significa anche rendere partecipi gli altri delle scelte che per ragioni di opportunità solo in pochi possono prendere.
Inoltre fare politica significa anche passare dalle preoccupazioni personali della vita individuale, quelle in cui spesso ci si chiude, all’interesse e all’amore per la vita di una comunità. Tutti in un certo senso facciamo politica, nel momento in cui passiamo da una dimensione all’altra.
A tal proposito metto sempre in guardia chi, soprattutto mio coetaneo o ancor più giovane, mi dice “a me la politica non interessa!”, e racconto la storiella di quei due amici che si imbarcano su una nave per un lungo viaggio. Uno di loro, il più anziano, durante una passeggiata sul ponte della nave riesce a carpire dalle parole del capitano che la nave sta per affondare. Così si precipita ad avvertire l’amico che per nulla turbato dalle sue parole gli risponde: “ e che me ne frega, mica è mia la nave!”. Questo è solo un aneddoto per rappresentare quanto il distacco dalla politica sia deleterio soprattutto per le generazioni più giovani, che chiudendosi nei loro piccoli mondi finiscono per perdere la possibilità di determinare il proprio futuro, riducendosi a farsi vivere piuttosto che a vivere.

Di cosa ha bisogno Scicli ?

Ha bisogno di crescere. Ha bisogno di creare nuove opportunità di sviluppo sulle due direttrici che appaiono oggi le più percorribili, ossia agricoltura e turismo. In questo il programma amministrativo del futuro Sindaco Venerina Padua è molto completo, guarda molto al futuro, e mira ad obiettivi che se raggiunti possono segnare una svolta per entrambi i settori. Per i particolari del programma amministrativo invito tutti a leggere il programma che abbiamo contribuito a realizzare sul sito http://www.venerinapadua.it/
Inoltre, in virtù di quanto dicevo in precedenza, Scicli ha bisogno dei suoi giovani. Non può non farci riflettere il fatto che tanti ragazzi sciclitani sono stati costretti ad emigrare per lavorare, o il fatto che molti ragazzi che sono in giro per l’Italia per studiare, difficilmente torneranno a lavorare, se non si creano qui nuove prospettive di lavoro.
Restando così le cose, è forse normale che anche i temi del dibattito politico locale ne risentano: c’è stato un periodo, per esempio, in cui si parlava solo di cimitero! Fa impressione. Certo sono problemi da risolvere, ma che rientrano nella normale amministrazione di un paese.
Qui c’è bisogno di qualcosa di straordinario!

Mantieni i piedi per terra ma sogna in grande, cosa vedi?

Vedo una città che cresce, con idee imprenditoriali nuove e al passo coi tempi. Vedo Venerina Padua Sindaco di Scicli per la realizzazione di un programma di governo ambizioso ma capace di dare molte risposte concrete e poi un Consiglio comunale con tanti giovani…

venerdì 30 maggio 2008